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Prefettura di Oristano: Perchè continua a nascondere?

Prefettura di Oristano: Perchè una prefettura impedisce l'accesso agli atti per verificare la regolarità di una licenza? Quali interessi nasconde?

La Italdetectives® Association al fine di tutelare la regolarità della categoria e per dare voce alle segnalazioni dei numerosi abusivi, che a seguito del DM 269/2010 si sono moltiplicati piuttosto che diminuire,  ha dato inizio alla richiesta di accesso agli atti presso alcune prefetture.

A seguito di una segnalazione pervenutaci in Ottobre 2014 abbiamo chiesto l'accesso agli atti alla Prefettura di Oristano per verificare la regolarità di licenza del titolare di un'agenzia investigativa (leggi qui la prima richiesta).  A seguito del primo diniego (leggi qui )  abbiamo effettuato di nuovo la richiesta tramite un legale (leggi qui la richiesta dell'avv. Locci). Il 26 Gennaio 2015 la Prefettura, ci risponde inviando una email ad un altro indirizzo di posta elettronica incurante di controllare dopo l'accettazione, l'avvenuta consegna. Infatti, la Prefettura di Oristano, nella persona dell'Ill.mo Viceprefetto Saba, sbaglia indirizzo di posta elettronica e nemmeno si fa carico di controllare l'effettivo recapito della P.e.c. tanto è la Sua supponenza! (postEcert è diverso da postAcert! E' come spedire una raccomandata ad un indirizzo sbagliato:torna indietro con indirizzo sconosciuto!!)  (leggi qui).

Cosa nasconde la Prefettura di Oristano?

Dopo i recenti e numerosi fatti di corruzione ed abusivismo perchè le istituzioni si ostinano a negare la traparenza?

Dopo il D.M. 269/2010 per la categoria molte cose sono cambiate: IN PEGGIO.

Gli abusivi si sono moltiplicati, gli uffici delle Prefetture preposti (vedi Udine) continuano ad interpretare la normativa incuranti delle disposizioni ministeriali, la polizia amministrativa, se controlla, lo fa solo con chi è in regola ed infine  il Ministero dello Sviluppo Economico (leggi qui il quesito per il quale ancora non abbiamo risposta) e l'A.N.A.C. continuano tranquillamente ad ignorarci per non parlare del Prefetto Valentini. 

Abbiamo chiesto a tutte le prefetture d'Italia l'elenco delle autorizzazioni attive proprio perchè, la mancanza di trasparenza, la "discrezionalità" esercitata arbitrariamente ancora dai Prefetti (solo in Italia!) e la totale assenza di verifiche da parte del Ministero dell'Interno (celandosi dietro "non abbiamo mezzi"), ha permesso la situazione assurda di avere 90 abusivi ogni 10 licenze regolari. Su oltre 120 prefetture solo 16 hanno risposto! E mentre la Commissione Consultiva Centrale fa "finta" di occuparsi dei problemi della categoria le associazioni che la compongono continuano a mantenere i "panni sporchi" con il benestare del Ministero dell'Interno.

E pensare che il 4 febbraio p.v presso la UNI siamo stati chiamati ad un incontro per discutere altre regole per gli investigatori privati, come se quelle dettate dal D.M. 269/2010 non bastassero. Premesso che non ho nulla in contrario alla certificazione ma la domanda inevitabilmente nasce: a chi servirà una futura  "certificazione degli investigatori privati"? A far ingrassare gli enti e le associazioni  che vivono di corsi piuttosto che difendere la categoria?

E mentre discutiamo di certificazione le multinazionali in italia preferiscono affidare i lavori alle nostre concorrenti in Europa......  

A Voi le riflessioni.

 

Bernardo Ferro

Presidente Italdetectives

 

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