Traduttore

Banner Soci

Seguici sui Social!

         

Il tribunale del riesame assolve i locali non hanno poteri su chi urla in strada

I RESPONSABILI del caos che avvelena le notti dei residenti di via de’ Benci, piazza Santa Croce e Borgo dei Greci

 non sono i titolari dei numerosi locali che attraggono centinaia di avventori, ma i loro clienti che sostano sui marciapiedi e bivaccano in mezzo alla strada strepitando e schiamazzando fino alle ore piccole. Lo afferma il tribunale del riesame, che ha impiegato quasi due mesi per depositare le motivazioni del dissequestro dei sette locali — Moyo, Oibò, Soul Kitchen, Lochness, Mirò, Kikuya e Gallery — ai quali nel dicembre scorso il gip Erminia Bagnoli, accogliendo la richiesta del pm Luigi Bocciolini, aveva imposto la chiusura alle 22. Il sequestro, eseguito il 18 dicembre dalla polizia municipale, fu revocato il 27 gennaio per decisione del tribunale del riesame. Ma soltanto ieri sono state rese note le ragioni del dissequestro, che potrebbero incidere sulle strategie di contrasto della movida selvaggia.
Due le fonti del disturbo che tormenta le notti dei residenti in Santa Croce: la musica tenuta in alcuni locali ad altissimo volume, tanto da essere udita a decine di metri di distanza; e la presenza di centinaia di maleducati in strada. Riguardo alla musica, procura e gip contestavano ai gestori di non aver neppure preso la minima precauzione di installare le doppie porte. Il tribunale osserva però che soltanto sporadicamente, durante i sopralluoghi, la polizia municipale ha rilevato la diffusione all’esterno di musica ad alto volume, e comunque solo nel momento in cui venivano aperte le porte dei locali.
La causa essenziale del disturbo — ragionano i giudici — è dunque la presenza dei clienti, in genere ragazzi, che si trattengono a bere di fronte ai locali «non limitando schiamazzi, urla e risate ». Secondo procura e gip, i gestori, che hanno sottoscritto con il Comune il «patto per la notte», hanno l’obbligo di vigilare su quella massa di maleducati per impedire che devastino le notti dei residenti. Ma i difensori dei titolari dei locali, fra i quali gli avvocati Fabio Generini, Francesco Stefani e Filippo Cei, obiettano che ai gestori non può essere contestata una condotta omissiva perché essi non hanno alcun potere di costringere i clienti a non bivaccare sui marciapiedi o a non schiamazzare. Il tribunale del riesame ha dato loro ragione. La legge punisce la condotta omissiva dei proprietari che non impediscono ai loro animali di abbaiare o di strepitare, perché hanno «un potere di signoria » sulla fonte del disturbo. Ma — rileva il tribunale — i clienti dei locali sono forniti di autonomia decisionale e i gestori non hanno su di loro alcun «potere di signoria» e neppure un qualunque potere coercitivo nel caso in cui i clienti si rifiutino di abbandonare i marciapiedi o di abbassare la voce. Perciò nessuna omissione può essere loro contestata.
FRANCESCA SELVATICI - © RIPRODUZIONE RISERVATA

FONTE: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/03/19/il-tribunale-del-riesame-assolve-locali-non.html

Calendario

Marzo 2019
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31

Area Riservata ai Soci

Visitatori

Abbiamo 42 visitatori e nessun utente online

Utilizziamo cookie proprietari e di terze parti al fine di migliorare i nostri servizi. Per ulteriori informazioni o per scoprire come modificare la configurazione, consulta la nostra Politica relativa ai cookie. La Nostra Politica